Assistenza e connettività nel settore automotive: il futuro è ora

Come abbiamo visto nell’articolo “La mobilità di domani: sulla strada verso l’elettrico”, l’automobile del futuro sarà sicuramente elettrica, ma non solo: sarà anche smart e connessa.

Secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio Smart & Connected Car della School of Management del Politecnico di Milano, si stima che in Italia ci siano circa 17,3 milioni di veicoli connessi, un numero pari al 45% del totale del parco circolante nel nostro Paese, contro i 16,7 milioni del 2019.
E si tratta di un trend destinato a crescere a ritmi costanti e in tempi brevi nel mercato automobilistico.
L’auto, oltre a mero mezzo di trasporto, sta diventando sempre più uno strumento altamente tecnologico, intelligente e connesso, capace di fornire soluzioni avanzate e personalizzate in base alle esigenze dell’utente.

 

Auto connessa: cos’è, vantaggi e tipologie di connessione

Che cos’è una “connected car” o auto connessa? Un veicolo che, grazie alla rete, riesce a scambiare informazioni utili per il conducente e per gli altri utenti della strada, comunicando in modo bidirezionale con altri sistemi.
La connettività è una funzionalità che consente di ottenere notevoli vantaggi in termini di produttività, sicurezza, manutenzione e sostenibilità.
Esistono 5 modi in cui un veicolo può essere connesso con l’ambiente circostante e comunicare con esso:

  1. V2I (Vehicle to Infrastructure): questa tipologia di connettività, da veicolo a infrastruttura, acquisisce dati generati dal veicolo e invia informazioni al conducente sull’infrastruttura, con l’obiettivo di tenere monitorati sicurezza, mobilità e condizioni ambientali.
  2. V2V (Vehicle to Vehicle): i dati acquisiti con questo tipo di connettività, da veicolo a veicolo, includono velocità e posizione di altri veicoli nelle vicinanze attraverso una comunicazione wireless, informazioni che consentono di migliorare la sicurezza su strada, alleggerire il traffico e ridurre l’impatto ambientale.
  3. V2C (Vehicle to Cloud): tale tipologia di connettività, da veicolo a cloud, scambia informazioni sulle applicazioni per veicolo con un sistema cloud, allo scopo di condividere dati tra il cloud e il veicolo per utilizzare la tecnologia IoT (Internet of Things).
  4. V2P (Vehicle to Pedestrian): con questa tecnologia, da veicolo a pedone, vengono acquisite informazioni sull’ambiente circostante e comunicate ad altri dispositivi connessi, inclusi smartphone, al fine di evitare incidenti e migliorare la mobilità grazie anche alla comunicazione con i pedoni.
  5. V2X (Vehicle to Everything): questo tipo di connettività, da veicolo a qualsiasi cosa, consente a tutti i tipi di dispositivi ICT all’interno dell’ambiente circostante, come altri veicoli e sistemi dell’infrastruttura, di connettersi con altri.

 

 

Auto connesse e veicoli autonomi: qual è la differenza

Come abbiamo visto precedentemente, l’auto connessa è un veicolo dotato di tecnologia mobile e quindi “connessa” tramite Internet. L’autovettura autonoma, invece, è un mezzo che controlla il proprio movimento senza l’intervento del conducente e sfrutta la connettività e l’IoV (Internet of Vehicles) per ampliare la sua “linea visiva”.
Anche il mercato delle auto dotate della tecnologia di guida autonoma è destinato ad avere una forte crescita negli anni a venire.
Esistono diversi livelli di automazione standardizzati dalla SAE (Society of Automotive Engineers) in base ai dispositivi di assistenza alla guida di cui il veicolo è fornito:

  • livelli 1 e 2: sono auto semi-autonome, con servizi di guida assistita o semi-assistita che supportano il conducente nella sua attività, come ad esempio l’assistenza al parcheggio o il lane-keeping;
  • livello 3: in questa tipologia di veicoli, dotati di automazione condizionale, il sistema di guida autonomo è in grado di gestire la guida in condizione ordinarie e l’intervento del guidatore è richiesto solo nel caso in cui il sistema lo richieda o se il conducente rileva particolari condizioni avverse;
  • livelli 4 e 5: ancora in fase di test, queste auto sono definite anche “robocar” e possono muoversi senza bisogno di alcun intervento da parte del conducente, anche in situazioni di traffico intenso.

 

Connettività ed elettrificazione sono le due linee guida su cui si sta sviluppando il settore automotive del futuro, due elementi fondamentali che, combinati insieme, permettono di ridurre i costi e l’impatto ambientale, aumentano la sicurezza, ottimizzano la mobilità e rendono più efficiente l’utilizzo di veicoli e il comportamento dei conducenti.

Per un’esperienza di guida sempre più comoda e semplice.

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